L'urgenza del DNA dell'attore e il teatro come missione

L'urgenza del DNA dell'attore e il teatro come missione

«Rifare il Living com'era è anacronistico, ma è importante conservare nell'attualità quel grido di rivolta, instillare negli spettatori un dubbio, dare alle giovani generazioni una chiave critica di lettura, svegliare le coscienze. Fare un teatro vivente, che faccia riflettere e sia anche atto poetico».
Cathy Marchand

PROGRAMMA

La respirazione consapevole per mettersi in contatto con l’altro non “per sfidarsi ma per affidarsi” al fine di creare un di un corpo attoriale unico. Il “soffio" consapevole sarà il filo magico che porterà il gruppo ad aprirsi ad una creazione collettiva che trova fondamento nel corpo poetico. Il percorso di lavoro prevede il training del Living Theatre, che include elementi di improvvisazione, accenni di biomeccanica e la visione artaudiana del teatro della crudeltà, dell’urgenza di alzare la voce e di far vivere il corpo per diventare “le fiamme" di cui Artaud parlava. Si proseguirà poi con una scrittura collettiva "cadavere exquis" dei surrealisti francesi finalizzata alla messa in scena di testi-monologhi.

MATERIALI

- Abbigliamento comodo per il training
(preferibilmente di colore scuro e in tinta unita)
- Una musica o suono al quale si vuole dare una caratterizzazione corporale

DOVE

Arci MALAFRONTE - via Monti di Pietralata 16, Roma

QUANDO

31 gennaio |01 |02 febbraio 2020
venerdì – sabato – domenica dalle 10.30 alle 18.30

BIO

Cathy Marchand allieva di Jean Louis Barrault al Théâtre d’Orsay comincia il suo percorso artistico molto giovane grazie all’incontro con l’attore Pierre Clemènti, che la conduce a Roma dove conosce Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre: la Marchand voleva essere attrice e recitare Molière e Marivaux, ma, negli anni delle effervescenze politiche ed utopiche dell’epoca con il Living riesce a trovare la giusta chiave per unire il teatro e la politica. Gli incontri nella vita dell’attrice sono molto importanti, si passa da Pasolini, , Sergio Citti, Gianmaria Volontè, Fellini e Dino Risi, con i quali lavora. Ultimamente l’incontro cinematografico con il musicista Franco Battiato, con il quale gira due i due film: “MusiKanten” con Alejandro Jodorowsky e “Niente è come sembra” (Rien est comme il semble). Alla morte di Julian Beck dopo la grande retrospettiva di New York dell’84 al Joyce Théâtre la Marchand rientra in Europa e comincia a lavorare “en solitarie” cercando di trasmettere le proprie esperienze del Living alle giovani generazioni.

Il Living Theatre

Il Living Theatre si inserisce nel periodo delle seconde avanguardie artistiche che fioriscono negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, sulla scia degli insegnamenti delle prime avanguardie europee.
In particolare il centro delle nuove avanguardie è al Black Mountain College, una scuola d’arte di New York diretta da John Cage. Qui si fa strada l’equazione Arte=Vita , cioè l’idea di cercare l’arte nella vita quotidiana delle persone comuni. Si tratta di un naturale proseguimento del ready made di Marcel Duchamp (che era amico di Cage), un'ideologia che caratterizzerà le avanguardie artistiche degli anni Cinquanta, tra cui il Living Theatre, che rappresenta questa tendenza anche col proprio nome.

«Come diceva Pasolini “Il Living Theatre può essere fatto solo dal Living Theatre”.
Per me rappresenta una missione. Credo fortemente nella trasmissione di questa forma teatrale che ho sperimentato negli anni ’70 perché ha ancora senso insegnare l’urgenza del mestiere dell’attore. Sento che il piacere della recitazione debba corrispondere al dolore di farlo. Senza capirlo e senza scelta, a tratti».
Cathy Marchand.

INFO

Anna Rita Gullaci: 338.71.35.951, Chiara Spoletini: 388.69.06.806

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento 31/01/2020 10:30 am
Termine evento 02/02/2020 6:30 pm
Posti Illimitato
Luogo Roma
Categorie degli eventi Seminari